L’acne interessa circa l’80% della popolazione giovanile ed è determinata da un eccesso di sebo all’interno del follicolo sebaceo, associato ad un’infezione da parte di un batterio. Quando il sebo, sostanza oleosa della pelle, non è in grado di raggiungere il suo sbocco, si ha la formazione del comedone bianco o di quello nero. In entrambi i casi, si crea un ambiente ideale per lo sviluppo e la crescita del P.Acne, il batterio che, nell’80% dei casi è responsabile dell’acne. L’acne insorge in prevalenza nell’età adolescenziale, a causa dei cambiamenti ormonali che avvengono nell’organismo e determinano un aumento della produzione di sebo ed incrementano la possibilità d’infezione da parte del P.Acne. Molte persone però, sebbene in misura minore, continuano ad esserne affette anche in età più avanzata.
LA TERAPIA FOTODINAMICA (PDT)
In passato le terapie dell’acne includevano l’uso di antibiotici per lungo tempo, farmaci come il Roacutane, gravato da numerosi e pesanti effetti collaterali, agenti astringenti ed esfolianti. La terapia fotodinamica o PDT, è una nuova metodica, in origine utilizzata per il trattamento di alcuni tumori, approvata dalla FDA americana, per la terapia dell’acne. Si effettua combinando l’uso dell’acido aminolevulinico (5-ALA) con una sorgente di luce intensa blu/rossa. L’acido amino levulinico si trova normalmente nel nostro corpo, poiché è un precursore dell’emoglobina, sostanza che trasporta l’ossigeno nel sangue. In ambito dermatologico l’acido aminolevulinico è formulato in crema o in soluzione liquida acqua/alcool, da stendere sulla cute. Qui è assorbito in modo selettivo da alcune cellule, come quelle interessate dall’acne, quelle dell’iperplasia sebacea e dell’acne rosacea o dalle cellule anormali (come quelle di alcune lesioni pre cancerose della pelle) metabolicamente attive. L’acido amino levulinico è in grado di assorbire l’energia della luce, trasportarla alle cellule “malate” e distruggerle attraverso un processo biochimico. Poiché l’assorbimento a livello del tessuto dipende dalla lunghezza d’onda utilizzata per l’irraggiamento, si utilizzano lunghezze d’onda più piccole per applicazioni superficiali e più lunghe per applicazioni più profonde.

![]()

COME SI SVOLGE LA SEDUTA DI TERAPIA FOTODINAMICA (PDT)
L’acido aminolevulinico, preparato in crema o in forma liquida, è applicato sull’area da trattare per un periodo variabile da 15 minuti ad un'ora. Trascorso questo tempo, la pelle è irradiata con una luce intensa, di una particolare lunghezza d’onda, per un periodo variabile da uno a circa venti minuti. Durante la terapia il paziente può avvertire un leggero pizzicore, che scompare al termine di questa. E’ possibile e normale che la parte trattata sia più rossa ed un po’ gonfia. Tali effetti normalmente vanno diminuendo e scomparendo nel giro di qualche giorno. Sarà inoltre possibile avere una leggera esfoliazione cutanea, come dopo un peeling. Al termine della seduta è possibile applicare creme emollienti, lenitive ed idratanti.
I CANDIDATI ALLA TERAPIA FOTODINAMICA (PDT)
La terapia fotodinamica è indicata per tutti quei pazienti che soffrono di acne di grado medio e severo, ma non solo. L’FDA ha approvato il suo uso anche per trattare l’acne rosacea e le lesioni pre-cancerose (epiteliomi) della pelle. E’ inoltre utilizzata, associata alla metodica di fotoringiovanimento nei casi di fotoaging severo o per migliorare i risultati nei casi lievi.
QUANTI TRATTAMENTI
Il numero di trattamenti, la durata del trattamento e l’intervallo fra un trattamento e l’altro possono variare da persona a persona e dal tipo di acne da trattare.
GLI EFFETTI COLLATERALI
L’acido aminolevulinico è praticamente privo di effetti collaterali. Durante la seduta è però possibile avvertire del pizzicore e può residuare un eritema ed un’esfoliazione per qualche giorno.
American Society for Photo Dynamic Therapy: www.aspdt.org
